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That’s The Way Of The World

That’s The Way Of The World – Back in the day

Un salto nel 1975 con “That’s The Way Of The World” degli Earth Wind & Fire

Siamo negli anni ’70 e in quel periodo la musica soul gode di uno dei suoi momenti migliori. Artisti come Marvin Gaye, Stevie Wonder, Isaac Hayes, Curtis Mayfield, tra gli altri, in quegli anni si erano imposti al pubblico con lavori di gran pregio e idee musicali innovative. Non fanno eccezione nemmeno gli Earth Wind & Fire, strepitosa band capitanata dal compianto Maurice White, da suo fratello Verdine e in cui dal 1972 dà il suo contributo anche la splendida voce in falsetto di Philip Bailey. La band esordì nel 1971 con una formazione quasi differente, ma fu l’album “That’s The Way Of The World”, uscito il 15 Marzo del 1975, a lanciarli nell’olimpo delle grandi stelle della musica. Il disco fu anche colonna sonora dell’omonimo film diretto da Sig Shore e in cui compariva la band. Nonostante quest’ultimo fosse un insuccesso al botteghino, migliore risultò l’album di traino che raggiunse la vetta della classifica di Billboard e valse al gruppo un triplo platino, oltre che l’American Music Award nella categoria soul/R&B. E in effetti qui parliamo di una grande bomba di disco, 8 pezzi che sprigionano tanto calore soul ed energia funky positiva e vibrante come pochi. Basta accorgersi di brani ispirati come la title-track, la sensuale “Reasons”(tanto di cappello alla voce di Philip Bailey qui in grande stato di grazia) o l’intensa “All About Love”.

Tutte canzoni che si fanno apprezzare grazie alle loro atmosfere vellutate e arrangiamenti di gran classe che riescono a supportare alla grande le voci soliste di Maurice e Philip. E che dire di brani più marcatamente funky come “Shining Star”, “Happy Feelin’ e “Yearnin’ Learnin”? Beh qui ci troviamo di fronte a un’esplosione di grande sound ed energia con sezione fiati (considerata una delle migliori del panorama musicale mondiale), bassi, chitarrine e poderosi groove di batteria per i quali è impossibile stare fermi. Un discorso a parte meritano poi lo strumentale “Africano” e la finale “See The Light”. La prima spicca per un intro che ti fa immaginare la natura e i paesaggi africani con quell’intro di flauto, i cori, il suono ancestrale della kalimba (grande passione di Maurice White e tratto distintivo della musica della band) a cui si aggiungono poi percussioni, clavinet e sezione fiati ad alzare il tiro. Tutto a ribadire quanto ci possano essere punti di contatto tra il soul/funk e la world-music della Madre Africa, una caratteristica che ricorrerà a più riprese nel suono degli Earth Wind & Fire. “See The Light” brilla per il suo groove di stampo vagamente brasileiro che, dopo un intro simil-samba, si lascia andare in una viscerale soul-bossa grazie anche a liriche dal forte impatto emotivo che sembrano scritte per un periodo difficile come il nostro e ci aiutano a sperare appunto nella luce, come recitano i versi “I’m a blossom in the sun, sunshine of love… Singing loud to the one, I love above.. Shine on sun, let your light, guide my way for so long, there’s been such darkness… Got to be a better way…”. Oppure “Lift me up when life’s battles make me fall… Shelter me from the evils and the wrongs… So when ya call, dear lord, I said I’ll be strong…”. Parole più che mai attuali e di cui abbiamo bisogno.

 

Possiamo concludere dicendo che “That’s The Way Of The World” è un grande gioiello di album, uno dei più belli della musica soul di sempre e per chi vorrebbe avvicinarsi alla musica degli Earth Wind & Fire potrebbe essere un ottimo inizio, insieme all’altrettanto favoloso “Gratitude”, lavoro live uscito sempre nel 1975 e che mostra come la loro musica dal vivo fosse altrettanto graffiante e vitale. E il loro groove, frizzante e robusto, in un momento come quello di oggi non può che farci stare bene e guidarci nel sentiero radioso della positività. God bless them!!

Francesco Favano

 

 

 

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